
Omaggi all’Arte
23 gennaio – 6 marzo 2011
Inaugurazione domenica 23 gennaio 2011 ore 17.00
Giuliana Besana lavora alle copie di opere di grandi maestri dell’Arte del Novecento. I suoi legittimi omaggi però non sono solamente una copia. Con variazioni e azzardi curiosi agisce su opere pittoriche conosciute apportando significative innovazioni in modo che il nuovo lavoro assuma una propria identità e personalità.
L’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Viadana e curato da Afro Somenzari per la Fondazione Daniele Ponchiroli. Un particolare ringraziamento agli sponsor Gruppo Mauro Saviola e Arti Grafiche Castello e alla Associazione Apeiron per l’indispensabile apporto.
Fino al 6 marzo 2011
Venerdì, sabato e domenica dalle 16.00 alle 19.00
Informazioni e prenotazioni per gruppi e scolaresche al numero
0375.820901 in orari di galleria
Ingresso € 2.00
MuVi Galleria Civica d’Arte Contemporanea Via Manzoni 2 Viadana (Mn)
Assieme ai concetti di spazio e di tempo, il tema dell’identità, con tutti suoi paradossi e con tutte le conseguenti complicazioni, costituisce uno dei cardini della riflessione artistica contemporanea. L’identità per certi versi è un’ossessione, un segno che costantemente deve essere riaffermato, un sogno che in alcune occasioni può essere reso possibile.
È pressoché inevitabile che, attorno ad un tema tanto incerto e – per molti aspetti – vertiginoso, si dislochi una zona minata, una dislocazione di prove d’accertamento che sostengano il processo attraverso il quale l’identità viene affermata. Quella zona di confine, piena di insidie e di inquietudini, ma che comunque occorre varcare, è – molto speso – l’universo strumentale, nel quale si consuma un patto scellerato tra il corpo e il mondo. Si tratta, in termini contemporanei, del problema della tecnica che, tuttavia, non si discosta molto dalla promessa di Prometeo (impedire agli uomini di conoscere la propria sorte attraverso il farmaco della speranza).
Bene, nell’ipotesi che sembra emergere dalla pittura di Giuliana Besana è il contenuto di quella promessa ad essere messo in discussione. La vita, con i suoi ritmi, con le facilitazioni che la tecnica garantisce per annullare lo spazio e per intensificare il tempo, rischia di apparire non solo incerta, ma vuota. Per quanto si corra, noi trasciniamo anche la nostra catena, dunque la nostra memoria che è una trama di identità e di ideazione. Nella corsa si annida il pericolo di svilire la memoria, dunque la nostra identità ed anche le nostre pratiche “creative”.
Qual è allora un rimedio possibile? Per Giuliana Besana – che ha ancora voglia di crederci – è la pittura: una pratica operativa dove il tempo viene concentrato e sospeso e dove lo spazio viene ripristinato a misura della propria identità…
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