
Luci e disegni
30 gennaio – 27 marzo 2011
Inaugurazione domenica 30 gennaio 2011 ore 17.00
Mentre Pietro Mussini si spinge nel mondo delle luci cercando una propria cifra all’interno della visione poetica, Daniele Vezzani crea disegni in bianco e nero in una dimensione sospesa nel tempo. Entrambi cercano una coerente linea espressiva interagendo con i mezzi propri e dell’altro in una evocazione emotiva tesa a toccare i sensi.
L’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Viadana e curato da Afro Somenzari per la Fondazione Daniele Ponchiroli. Un particolare ringraziamento agli sponsor Gruppo Mauro Saviola e Arti Grafiche Castello e alla Associazione Apeiron per l’indispensabile apporto.
Fino al 27 marzo 2011
Venerdì, sabato e domenica dalle 16.oo alle 19.oo
Informazioni e prenotazioni per gruppi e scolaresche al numero
0375.820901 in orari di galleria
Ingresso € 2.00
MuVi Galleria Civica d’Arte Contemporanea Via Manzoni 2 Viadana (Mn)
Luci e disegni di Afro Somenzari
Il messaggio in una bottiglia lanciato in mare, dopo tanto tempo, è di difficile lettura a causa dell’umidità e della luce che lo hanno sbiadito. Si leggono solo alcune parole le quali, tolgono il significato al testo ma ne suggeriscono un altro e bisogna trovare la chiave per decodificarlo. Sono due messaggi in uno.
Una lettera spedita da una località inventata e ricevuta da un inesistente destinatario attraversa paesaggi, luoghi, natura, città e persone. Parla di una configurazione, di un progetto fittizio per animali in fuga. Parla di grazia e leggerezza, poi si tuffa in una sospensione che dura nel tempo, l’assenza di gravità diventa l’habitat costante della vitale condizione terrena. Nel mentre un sorriso getta un po’ di chiarezza, mette in evidenza l’ironico salto di stato da liquido a gassoso, da gas a pietra. Due, sono sempre due in uno.
Su uno scaffale trovo un libro vecchio, del secolo scorso. E’ ricoperto di biacca e grafite. Con una mano passo sul dorso della copertina. Il titolo è stato cancellato con un disegno palindromo. Lo apro e vengo colpito dalla descrizione puntuale di due sensi e due stagioni. Non importa se le stagioni sono quattro e i sensi cinque. Nel libro c’è scritto proprio così, due sensi e due stagioni. La scienza è inesatta, come l’arte e se ci dicono che il mondo va diviso in due parti dovremo credere che si riduce a uno, come il foglio di una pagina, come lo spessore del pane. Alla fine del giorno, nonostante accada quotidianamente, la sera giunge come un miracolo, vien voglia di piegare la luce per vedere cosa c’è dietro. Scatta la smania di arrotolare il buio per guardarci dentro e scoprire che in fondo, dall’altra parte si apre una scena in cui le regole non sono più tali e ogni volta che due esseri vogliono lavorare insieme nasce un nuovo campionario emotivo, essenziale e poetico.
Non è possibile! esclamo, e loro dicono no, no, è tutto vero, dunque irreale. Due in uno. Sono Daniele Vezzani e Pietro Mussini, venuti da mondi interplanetari a cavallo di una asteroide dietro l’angolo della via. Parlano un linguaggio incomprensibile per noi umani, anche se dalle loro bocche a volte escono parole complete, come noi le conosciamo. Eppure sono come noi, in carne e ossa, solo che posseggono entrambi una forza d’animo difficile da riscontrare, perciò sono certo che non abbiano una esistenza comune agli altri, ossia vivono come noi ma abitano un’altra vita, si comportano come tutti ma senza averne le ansie, raccontano di avventure vissute in universi obliqui, storie vere in sconosciute dimensioni. La loro è una forza che viene da un continuo essere in stato di quiescente agitazione, un andare a ritroso con gli occhi avanti, alla ricerca dell’opera in unico pensiero.
Daniele Vezzani e' nato nel 1955 a Novellara (RE) dove vive e lavora. Diplomato all'Istituto Statale d'Arte di Reggio Emilia e all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Pittore figurativo di matrice concettuale ha esposto in numerose mostre personali, fra le quali: Studio Cannaviello, Milano 1981- Galleria Weber, Torino 1985- Galleria Romberg, Latina e Roma 1991-1999-2001-2007- Civici Musei, Reggio Emilia, 1988 e 2008.
Pietro Mussini, nato a Reggio Emilia nel 1950, conduce da anni una ricerca (il giardino cablato) utilizzando strumenti e materiali della tecnologia contemporanea (fibre ottiche, led, elettroluminescenti, microprocessori, plotter) e interagendo con essi, intrecciando linguaggi e strumenti, in uno scambio reciproco fra più nature, osmosi tra artifici, gioco combinatorio di poetiche, metafore e risoluzioni sensoriali che abbinano luce, suono e gesto. I lavori di Mussini appartengono a cicli quali Plotterpainting, produzioni di immagini attraverso processi di elaborazione digitale ed installazioni “poetroniche”, come la serie Le voci di paesaggio, sonorizzazioni interattive come English Numbers del 1991 e CountDown99. Inizia a esporre nel 1979.
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